Qunate volte ci siamo imbattuti nella piu comune eppur insensata lamentela feminile: "Voglio un cazzo grosso". Semmai un essere umano di sesso maschile sarà mai capace di comprendere l'insensatezza e il paradosso, nonchè la assoluta mancanza di oggettività e la totale assenza di coerenza contenuta in questa frase, probabilmente questo essere umano prenderà coscienza di non essere piu "umano", bensì una entità trascendentale. Se così invece non fosse, vorrei che qualche donna desse un senso compiuto o una ragione d'essere ad una frase così priva di senso. Perchè un conto è tener presente le sogettive esigenze umane, ed un altro è farle diventare degli standards, dei parametri, entro i quali bisogna muoversi.
E così come per le dimensioni falliche, allo stesso modo ciò si adatta a tutte quelle esternazioni umane che, per colpa di qualche stolta persona (forse donna, aggiungo io) finiscono per diventare una regola come, ad esempio, quelle assurde regole comportamentali che inercorrono tra due sogetti di diverso sesso quando subentra un reciproco interesse. Chi ha mai decretato che "L'uomo è caqcciatore e la donna è preda"? e quale povero/a mentecatto/a ha deciso che per avere un rapporto sessuale ci debba essere della fiducia reciproca?
Tant'è che poi queste regole sono solitamente unidirezionali e (guarda caso) finiscono sempre a sfavore degli uomini, e a favore delle donne. Tanto per citare un esempio: semmai una donna dovesse apostrofare un uomo come "negativo" ella è autorizzata (per chossà quale ragione) a poterlo fare senza aspettarsi una adeguata risposta. Mi è capitato infatti, di essere classificato da una tizia come "volgare porco", ma data la situazione precedentemente esposta, quando le ho risposto in piena sincerità che la mia "volgare suinità" era direttamente proporzionata alla sua palese bruttezza lei come tutta risposta mi ha tirato uno schiaffo, con conseguente sanguinamento del setto nasale, di cui ancora ricordo il dolore. E li, purtroppo, è subentrata la legge costituzionale che mi ha impedito di rispondere adeguatamente.
Insomma, credo che il concetto sia ben chiaro, ma torniamo a monte della domanda e delle considerazioni sulle dimensioni falliche. Il ridicolo di queste considerazioni è come al solito rappresentato dalla mancanza di obiettività del punto di vista femminile. Come al solito basta dire una cosa ed una donna è in grado di dire tutto e il contrario di tutto. E per giunta partendo sempre dall'assunto che il suo punto di vista è quello corretto.
Per render meglio l'idea, mi riferirò ad una esperienza personale.
Circa due anni fa sono stato con una tizia che vantava l'esigenza di un "grosso cazzo".
Ora, lungi da me dichiarare di avere attributi piu o menon espansi, le proposi una sperimenzazione di qualsivoglia natura al fine di poter godere di tali dimensioni. Da presupporre che la persona in questione dichiarava di "amarmi" ragion per cui io facevo lo stesso mettendo a sua disposizione una ampia gamma di possibilità finalizzate al suo piacere.
Si lamentò del mio arnese, paventandosi di avere maggiori esigenze, cosicchè elaborai alcune soluzioni:
1) Ricorrere ad artifici (leggi cazzo di gomma etc...) ma lei si rifiutò sostenendo la mancata sensibilità fisica proditta da ogetti in lattice.
2) Le proposi persone di mia conoscenza che con il suo consenso avrebbero potuto darle prestazioni maggiori della mia, ma lei rifiutò in base alla maggiore importanza della monogamia, rispetto al piacere sessuale.
3) Le proposi uno scambio di coppia finalizzato alla ricerca di cosidetti partners di letto a lunga scadenza, ma si oppose in nome della integritò della sua moralità.
4) Le proposi un trattamento di tipo psicosociale (leggi sociologo) ma dissentì, sostenendo che il problema fosse insito in me.
5) Le proposi di trovare un nuovo partner che potesse soddisfare il suo lato sessuale, ma anche in questo caso il rifiuto fu netto.
Dal canto mio, continuai a darle quel po di piacere che potevo e lei continuò a lamentarsi, ma ad ogni mio tentativo risolutore di quella situazione ne risultò sempre un rifiuto a trovare una qualsivoglia soluzione. Quando infine le feci osservare che cotanta situazione era null'altro che frutto della sua paranoia, lei mi accusò di:
- insensibilità
- egoismo
- menegreghismo
- inettitudine
- deviazione sessuale
Ancora oggi non comprendo appieno in cosa o in chi ella identificasse il problema, dato che la mia dotazione di bordo è invariabile per ragioni genetiche e per volontà di entità superiori.
Poi trovai una successiva partner la quale sosteneva di necessitare di veri e propri tralicci dell'alta tensione in figa, però ad ogni mio tentativo di penetrazione sosteneva che il mio arnese fosse di calibro troppo grosso. Ma questa è tutta un'altra storia...
Insomma dico io: Ma che cazzo volete?!?!?!