Citazione: "Esistono due tipi di donne: puttane e pure. Le prime sono puttane, le seconde pure."
(Roberto Benigni)
Uno dei piu grandi misteri dell'universo, secondo solo alla morte è "Cosa vogliono le donne?". In una analisi superficiale si sarebbe portati a dare risposte banali del tipo "Vogliono le stesse cose degli uomini" oppure "Non vogliono null'altro che quello che vuole un uomo" o ancorea "Non vogliono assolutamente nulla"... Ma all'attenta osservazione dell'uomo intelligente risulta lampante un unico fatto: a questa domanda non esiste alcuna risposta.
Dal mio punto di vista, chiedere ad una donna "Cosa vuoi?" equivale a chiedere ad un guerrigliero maoista del Nepal in lotta contro la monarchia costituzionale quale sapore ha l'Happy Meal del McDonalds di Piazza Dante a Napoli. Ancora una volta il lettore poco attento si soffermerà sul fatto che l'Happy Meal ha lo stesso sapore a Piazza Dante come ad Hong Kong o a Los Angeles, ma il vero punto della questione è che il povero guerrigliero maoista del Nepal non ha la benchè minima idea di cosa cazzo sia un Happy Meal e tantomeno di cosa sia un Mc Donalds!
Detto questo, pasiamo alla fase riflessiva, nella quale cercherò con tutte le mie forze di trovare almeno un punto che faccia cadere la mia teoria del guerrigliero maoista del Nepal, in modo da verificare se il mio puo essere considerato un assioma o solo un banale punto di vista.
Mi chiedo: se una donna sa davvero cio che vuole da un uomo, perchè non lo trova mai? Semplice: perchè non è coerente. Il discorso sulla coerenza si potrebbe allungare all'infinito e riempire l'intero server di splinder, ma io mi soffermerò su di un solo aspetto attaverso il quale la coerenza si manifesta nel suo massimo grado: la comunicazione.
La coerenza tra esseri umani, in genere, ruota tutta intorno alla comunicazione. E' ovvio infatti, che un essere mano isolato dal mondo è in perfetta coerenza con se stesso, ma se quest'essere umano vene messo in un gruppo piu o meno grande di altri esseri umani, ecco che viene fuori l'incoerenza dei sogetti singoli, generata dalla incapacità di comprendersi reciprocamente. Essa trova a sua soluzione nell'attività piu antica dell'ominide: la comunicazione.
Che bella parola che è "Comunicazione", ma bisogna capire cosa veramente essa significa. L'enciclopedia ci puo dare una mano. Essa riporta:
La definizone enciclopedica ci aiuta, quindi, a capire e definire che la comunicazone puo avvenire tramite svariati canali, tra i quali quello verbale, qello gestuale, quello delle immagini ecc...
Detto questo, esprimo a chiare lettere il mio dubbio:
Ma (porco Dio) perchè le donne non parlano?
Il sopracitato dubbio, nasce dalla continua osservazione di donne ignobilmente ciniche le quali sostengono che laddove un uomo voglia fare del sesso, gli basti chiederlo, per ottenerne quantità sovraumane. Un esempio lampante lo trovate qui:
Ma ora analizziamo la controparte:
Perchè le donne non dicono cio che vogliono?
- Hanno forse paura di cio che chiedono?
- Forse ciò che chiedono non puo essere dato?
- Per caso ciò che chiedono non è realmente ciò che vogliono?
- Forse sanno già che cio che vogliono è irrealizzabile? E in tal caso, perchè vogliono l'impossibile?
A tutte queste domande ci sono solo due possibili risposte:
1)Le donne non parlano perchè sono mute.
2)Le donne NON sanno cio che vogliono.
Le avvocatesse del daivolo staranno già affilando le armi, per smentire la precedente tesi, ma io non sono una cinica donna. Io sono un onesto uomo che, proprio per avvalorare ancora di piu la sua tesi, proverà a distruggerla ipotizzando che le donne sappiano davvero cio che vogliono.
Partiamo dall'ipotesi della coerenza, quindi: le donne sanno ciò che vogliono. Ma allora (ripetendo la domanda già fatta in precedenza) perchè non lo dicono? Volete davvero scopare? Allora fatemelo capire! Volete compagnia? Parlate! Volete soddisfare un massiccio bisogno egoistico? Fate un disegno!
I piu scettici faranno notare che ci sono alcune donne (una sparutaminoranza) che si azzardano a dire ciò che vogliono. E' proprio in quel caso che la mia tesi, azicchè vacillare, si fa ancora piu forte.
Fissiamo l'attenzione sul momento in cui una donna dichiara ciò che vuole.
Innanzitutto scartiamo quelle donne prive di corteccia cerebrale che dichiarano cose del tipo "Da un uomo mi aspetto che sia: marto, amante, padre, madre, figlio, spirito santo, carpentiere, muratore, avocato, architetto, schiavo ma padrone, intelligente ma stupido, brutto ma bello, impotente ma maiale..." ecc. e concentriamoci su quelle che sembrano dare una parvenza di intelligenza.
Avete mai notato quanto sia difficile, se non impossibile, ascoltare le parole di una donna? Credo che Le donne abbiano una specie di deformzione cerebrale che impedisce loro di comunicare. Facciamo qualche esempio:
Esempio n1 (personale):
Io ed una ragazza in macchina, dopo una estenuante quantità di avances, celate a malapena, mi dice che se voglio scopare basta che lo chieda. Poi, in conseguenza alla mia esplicita richiesta sotto forma di
"Si, voglio scopare"
lei risponde:
"Per conquistarmi devi cambiare direzione, perchè la mia personalità è complessa. La mia idea di rapporto sessuale è piu ampia, e presuppone delle azioni che non ancora hai compiuto."
Esempio n2 (personale):
Parlando di sesso tra amici, una ragazza sostiene: "Un vero uomo sa come conquistare una donna" ed io rispondo "Dato che io NON sono un vero uomo, potresti essere cosi gentile da spiegarmelo?". Seguono circa 30 secondi di silenzio che culminano in un sonoro ed rabbioso "Vaffanculo!".
Esempio n3 (personale):
Al sesto appuntamento con una ragazza, prima del quale non si era concluso nulla, sotto casa sua. Lei sale in auto e mi chiede:
Lei: Allora che si fa?
Io: Andiamo a ballare?
Lei: No, non mi sono preparata.
Io: Allora cinema?
Lei: No, al cinema mi rompo...
Io: Passeggiata romantica sul lungomare di Mergellina?
Lei: Che palle!
Io: Io: Possiamo andare a casa di Costantino, stanno tutti li...
Lei: Non ho voglia di vedere gente.
Io: Allora che facciamo?
Lei: Sai che ti doco? Questa è una di quelle sere in cui farei sesso fino a cadere esausta!
Io: Allora facciamolo!
Alcuni secondi di silenzio accompagnati da uno sguardo severo ed accusatorio. Poi si volta con aria schifata, scende dall'auto sbattendo la portiera e se ne risale a casa.
Esempio n4 (riportatomi da Mimmo, un amico dell'università che cito testualmente in una confessione che mi face quasi in lacirme):
"Mi aveva detto che voleva scopare tutta la notte. Io ho ripulito la casa di Baia Domizia, ho fatto il pieno alla macchina ed ho comprato i presrvativi. Siamo andati a Baia, ed appena siamo entrati, ci siamo spogliati. Stavo per darmi da fare quando lei mi ha fermato e mi ha detto che non era sicura. Le ho chietsto di cosa non fosse esattamente sicura, e lei mi ha detto che non lo sapeva. Sentiva che la cosa le piaceva ma non riusciva a farlo. E siamo tornati a casa senza concludere niente. Mica potevo violentarla!"
Per inciso, come feci notare a Mimmo qualche gionro piu tardi, lei, lo sputtano con le sue amiche accusandolo di essere, sessualmente, un buono a nulla.
Se non è incoerenza questa...
Ma cerchiamo, con un ultimo sforzo, di trovare un punto di rottura nella mia tesi. Sosteniamo, come alcuni fanno, che la lettura del pensiero femminile debba essere fatta al contrario, interpretando i SI come no e viceversa.
A tal proposito, citerò un dei molteplici episodi nei quali ho agito secondo la teoria del contrario e che hanno sortito un effetto opposto a quello previsto.
Correva il 1999 e le mie vacanze toccarono, per alcuni giorni, le affollate sponde del mare adriatico. Erano momenti di spensieratezza con un gruppo di amici abbastanza simpatici. Conobbi Daria, una baldanzosa gnocca di Cesenatico che sin dai primi istanti dava segni di profondo squilibrio mentale femminile. Decisi così, di procedere ad un esperimento secondo il quale, io mi sarei dovto comportare in maniere perfettamente opposta alla coomune logica. Fui oltermodo fortunato poichè, contemporaneamente, Pasquale, un amico della combriccola decise, anch'egli di provarci con la bella Daria, ma ovviamente agendo in maniera perfettamente coerente.
Trascorsero due giorni di situazioni davvero singolari nelle quali io sarei potuto passare, senza troppi giri di parole, per un pazzo da rinchiudere in manicomio, mentre l'ignaro pasquale si comportava da vero gentlemen senza macchia o difetto.
Il risultato fu inaspettato, poichè la ragazza non scese alcuno di noi due, ma sembrava attratta da ambedue finchè una sera, per gioco, rispose che sarebbe venuta volentieri a letto con tutti e due. Quella fu l'ultima volta che la vedemmo...
Insomma per concludere la mia tesi che fin ora non trova nemmeno un elemento per essere considerata fallimentare, cito un grande autore:
"Le donne non sanno mai quando si cala il sipario. Vogliono sempre un sesto atto e, proprio quando l'interesse dello spettacolo è svanito del tutto, propongono di continuarlo"
(Oscar Wilde)






