Tre mesi e nemmeno un post...
Tre mesi e neanche una parola, magari buttata li per scrivere nei tempi morti. Eh già, pare proprio che la mia vena si stia spegnendo. Eppure ho ancora la forza, dura a morire, della speranza. Ma redo che anche quella sia destinata a morire.
Me ne vado qualche giorno a Londra a trovare MavE. Spero di potermi rilassare un po, li nella città del caos, lontano da questo paesone che fa finta di essere una città. E un orrore mi prende: e se mi si avvicinasse una inglese? Intendiamoci, il fatto di essere avvicinato da una donna bella è utopia già di suo, così viene da se che quando vieni avvicinato, sono sempre le brutte che ci provano. Ma la paura diventa orrore quando vai in una nazione dove (extracomunitari a parte) la maggior parte delle donne è bianca come il latte, brutta come la morte e dal peso oscillante all'interno di 2 fasce ben definite: dai 3 ai 30 kili e dai 103 ai 130 kili.
Così, il senso di inquietudine da viaggio, va addirittura peggiorando.
Un mio vecchio amico, del quale ometto sempre volutamente il nome, mi dice sempre:
"Sevy, l'essere umano vuole sempre ciò che non può avere"
e credo che con questo, lui si riferisca all'eterna dicotomia sesso-amore che coinvolge uomini e donne. L'eterna lotta tra l'uomo che cerca sesso e deve fingere amore e la donna che cerca amore e deve fingere sesso.
Così, dopo tante riflessioni, mi sono convinto che la strada migiore e piu percorribile sia quella della rinuncia. Ma una rinuncia dignitosa, senza pianti e rammarichi. Una rinuncia che parte dalla consapevolezza che il vuoto d'animo delle donne non puo essere, per me, motivo di lotta.
Ed è proprio da questo punto che parto, per narrare, forse, l'ultima flebile speranza che, come una lucciola all'arrivo dell'autunno, si spegne e muore. E proprio come quella lucciola,la meravigliosa lucetta intermittente della mia speranza comincia a perdere velocità, e così come la piccola lucciola, ormai stanca batte le ali in un disperato tentativo di raggiungere un punto piu alto in cui morire, allo stesso modo la mia speranza compie un unltimo battito d'ali, prima di morire per sempre.
Senza rancore, senza frustrazione, ma con una sola certezza muore la mia speranza: le donne non sono degne di ciò che pretendono.
Mille e mille volte ho tentato di entrare in quegli orrori della mente: "Voglio amore, non sesso!", "E che razza di rapporto è senza amore?", "Voglio sentirmi amata", "Cosa ne vuoi sapere tu dell'amore che una donna da a un uomo"... e per mille volte il mio cuore è stato trafitto da altrettante lame.
Ma cos'è l'amore, se non il dare? Dare ad un uomo quel po di sesso che gli serve per sopravvivere.
Ma cos'è l'amore se non la comprensione? La comprensione di quel corpo che chiede una ricompensa dopo le fatiche della conquista.
Ma cos'è l'amore se non la gioia? La gioia di vedere quell'uomo soddisfatto.
Ma cos'è l'amore se non la libertà? La libertà di avere senza l'obbligo di appartenere...
Però, come insegna l'esperienza, l'amore è sofferenza. Forse è per questo motivo che io sono destinato a soffrire. Ma oggi si apre una nuova luce, uno spiraglio che attende di essere esplorato: la rinuncia.
Voglio rinunciare!
Voglio rinunciare alle estenuanti corse alla bellezza per piacere a chi, di bellezza, ne ha sempre meno di me.
Voglio rinunciare alle notti insonni passate a tentare di capire perchè, quando c'è di mezzo il mio interesse ogli SI diventa NO ed ogni NO diventa SI.
Voglio rinunciare ai dolori dell'animo e dell'intelletto per capire perchè, quando l'interesse è dall'altra parte ogni SI è un perfetto SI ed ogni NO è un perfetto NO.
Voglio rinunciare alle estenuanti lotte contro i miei simili per un trofeo senza valore.
Voglio rinunciare al disumano peso dell'eternità di cio che per sua natura è destinato a finire.
Voglio rinunciare all'odio per la mia razza, passato per amore.
Voglio rinunciare ai gelidi richiami dell'interesse venale passato per interesse verso la mia carne.
Voglio rinunciare vuoto sesso senza il desiderio, all'atto senza trasporto, a quelo che tutte chiamano "un rapporto duraturo".
Si, ho deciso, rinuncio all'infelicità e mi accontento della pace, quella interiore, quella che non ha bisogno di un avvoltoio assetato di sangue pronto a fiondarsi sulla carogna di un uomo vittima della propria dnatura. Ho deciso di rinunciare al vano desiderio di ciò che non esiste: il sesso al femminile.
Abbiate cura di voi, uomini. Abbiate cura di voi, orde di Don Chisciotte in sella a destrieri inesistenti chiamati "conquiste" che combattete lotte contro mulini a vento chiamati "notti di sesso senza impegno".
Ma non piu tempo di parlare.
Io vado, in pace...






