Sevy Blog: ovvero il mondo va, ma io non lo seguo...
SevY blog e' un piccolo spazio nella grande rete dove scrivo qualche pensiero ogni volta che non capisco piu nulla...
 Nome: "Sevy" Sebastian Valmont
Sono un "normalissimo uomo anormale" reso ancor piu normalmente anormale dalle donne. In questo blog infatti ho deciso di mettere a nudo quello che io chiamo "il Sevy Pensiero", ovvero le mie idee piu vere e spontanee sulle donne, sperando che un giorno qualcuna di loro possa davvero capirle. Non a caso la mia vita e la mia persona possono definirsi praticamente identiche aa quelle del personaggio di John "J.D." Dorian del serial TV Scrubs. Insomma non posso dire alto che ...but I can't do this all on my own, no I know... I'm NO Superman!
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lunedì, 27 settembre 2004, 00:29
E finalmente anche i media si interessano al problema "napoletano selvaggio", ma purtroppo (come sempre nello stile dei media) se ne occupano al contrario. Pare infatti che una Iena di Italia1 abbia verificato che in un campeggio del nord l'accesso ai napoletani sia negato con subdoli trabocchetti come la mancata fornitura di elettricità o la sistemazione in aree poco adatte al campeggio.
La prima cosa che fa l'uomo della strada è giudicare l'avvenuto dalle poche immagini e dai commenti estremamente poveri di riflessione ed anzi del tutto progettati per indurre lo spettatore a facili commenti. Ma sarà tutto vero? Mi chiedo se qualcuno ancora si passa la mano per la coscienza quando emette un giudizio... ma andamo con ordine. Se fossi un bergamasco, le seguenti opinioni sarebbero considerate da "razzista". Se fossi romano potrei essere considerato un "nordista". Se poi fossi un siciliano mi si potrebbe giudicare alla stregua di un "secessionista". Ma, al contrario sono un Napoletano. Sono un provinciale casertano per la precisione, ma visto che noi provinciali casertani siamo denigrati pure dai "casertani di città" e dai cittadini napoletani, allora credo di rientrare perfettamente nella schiera di quelle barbare genti citate poc'anzi. Torniamo al sogetto: si rifiuta ai napoletani il posto in campeggio.
Di sicuro in molti abbiamo letto L'insostenibile leggerezza dell'essere di Milan Kundera. Proviamo ad usare una frase di quel meraviglioso romanzo: "Chi vive all'estero cammina su un filo teso in alto nel vuoto senza la rete di protezione offerta dalla propria terra dove ci sono la famiglia, i colleghi, gli amici, dove ci si può facilmente far capire nella lingua che si conosce dall'infanzia.". Questa frase contiene in se tutta la spiegazione del rifiuto al napoletano in vacanza. Le genti che vengono dalla mia zona sono infatti totalmente spaesate quando vanno in giro per il mondo. E chi può biasimarle? Infondo provate vooi a vivere in una terra dove viggono regole e costrutti mentali degni della Santa Inquisizione medievale. Regole dal gusto amaro come "Ce l'ho ma non te la do sennò tutti mi chiamano zoccola" oppure "Quando sto a casa sono una stantarellina ma quando vado fuori divento una bagascia" o ancora "Solo dopo il matrimonio" ed infine "Non ci sono piu uomini veri". Tanto per fare un esempio ai piu limitati: essere fuori porta per un napoletano è come essere un ergastolano uscito per buona condotta dopo 30 anni di reclusione e trovarsi davanti il piu bel pezzo di gnocca che (senza ragione alcuna) dice "Anche se non mi hai fatto niente ora vado a denunciarti per molestie sessuali". Il povero ergastolano, trovandosi in una condizione priva di scelta fa la cosa più logica: violenta la gnocca, tanto in carcere ci finisce in ogni caso...
Tutto questo, però, non esime il povero gestore del campeggio ad escludere il pubblico napoletano dal suo ambiente. Infondo anche il gestore ha la sua buona dose di ragione. Nel suo camping ci vanno i ragazzi e le ragazze del nord, gente che per avere un rapporto sessuale non ha bisogno di violenza, ma anche gente che non ama essere violentata dalla foga di un napoletano che non vede la figa dal giorno della nascita.
Ma allora di chi è la colpa? Senza voler essere "giudici senza toga" basti dire che se le donne italiane (e specialmente le donne napoletane) imparassero che non c'è niente di male a godere della vita, e se imparassero a fregarsene un po dell'opinione altrui, un napoletano potrebbe fare la "vita da milanese" anche sulla Luna. Purtroppo, però, il Signore ha voltato le spalle a noi poveri partenopei e ci ha ridotto alla stregua degli Unni.
Dove passava Attila non cresceva piu erba, dove passa un napoletano non c'è piu figa.
sabato, 25 settembre 2004, 18:23
Trieste, 24 set. (Adnkronos Salute)
"Prosegue inarrestabile la crisi del maschio italiano: in quattro anni ha perso sei posti nella classifica mondiale della frequenza di rapporti sessuali, precipitando dal 113esimo al 119esimo posto. E il mito del 'latin lover' vacilla a ogni eta': i ragazzi fra i 16 e i 21 anni hanno 78 rapporti l'anno, contro una media di 98 per il mondo occidentale. A ricordare i dati, oggi al XXIesimo Congresso della Societa' italiana di andrologia (Sia) in corso a Trieste, e' il professor Giorgio Piubello dell'universita' di Verona. ''Nella 'pratica' stiamo perdendo terreno, ma rimaniamo al quinto posto per gradimento tra le donne di tutto il pianeta'', ha pero' precistato l'esperto all'Adnkronos Salute. Il 25% degli uomini italiani sposati ha un rapporto sessuale a settimana - ha proseguito lo specialista - l'8% meno di una volta al mese e il 15% addirittura mai. Ma non va affatto meglio neanche per chi ha scelto la convivenza: non fa sesso il 10%. Infine, deludono anche le 'performance' dei single: non hanno rapporti il 15% dei celibi e il 23% dei separati."
(Opa/Adnkronos Salute) Link: http://it.news.yahoo.com/040924/201/2y8u4.html
E' troppo semplice stare qui a puntare il dito contro l'Italia, è troppo stupido "giudicare e sentenziare" ma che altro posso fare? Giudicare senza riscontro è la cosa più inutile del mondo, ma quando si trova una notizia che conferma certe teorie... beh è difficile restare fermi senza almeno avanzare una opinione. Allora: gli italiani NON trombano. Se gli italiani fossero stati colpiti dall'uragano Ivan, beh sarebbe comprensibile. Se il 50% di noi avesse un figlio al fronte in Iraq, beh, sarebbe ancora piu comprensibile, se ci fosse stato un crollo economico come quello argentino, ancora rientreremmo in una giustificazione... ma cosa è successo? Cosa c'è che impedisce agli italiani una sana vita sessuale? All'occhio inesperto sembrerebbe non esserci nulla di sbagliato, ma... attenzione! Riporto la frase ''Nella pratica stiamo perdendo terreno, ma rimaniamo al quinto posto per gradimento tra le donne di tutto il pianeta''. Hmm... qui gatta ci cova! I conti non tornano! Allora analizziamo:
1) Si fa poco sesso
2) Si fa meno sesso della media occidentale
3) Il 25% degli uomini italiani fa sesso una volta a settimana, l'8% meno di una volta al mese e il 5% addirittura mai
4) Il 15% dei celibi e il 23% dei separati non fa sesso
Però...
5) Siamo i n° 5 al mondo in quanto a gradimento!
Beh... non saremo i numero uno, ma su una classifica che tiene conto di 6 miliardi di persone non è una posizione cattiva! Non sarà mica che le nostre care connazionali la vendono cara? Sembrerebbe infatti che l'enigma si divida in 2 possibilità:
a) da un lato una diffusa impotenza/checchismo e
b) dall'altra una oggettiva difficoltà nel trovare "chi te la da"...
Io, personalmente, protendo per la seconda ipotesi, ma...
A VOI L'ARDUA SENTENZA!
mercoledì, 22 settembre 2004, 02:48
Correva l'anno cristiano 1989, era il mese di settembre, ricordo ancora quel giorno. Avevo 13 anni ed ero considerato la pecora nera della famiglia perchè mentre le mie cugine ormai 14enni giocavano con le Barbie io già da un anno avevo avuto la mia prima ejaculazione con Angela, una stupenda tedesca conosciuta in campeggio. In Tv ripropongono il film "scandalo" Dirty Dancing così papà, mamma, zia Vincenza, il nonno e le cugine Rosy ed Etta si riuniscono davanti alla scatola magica per avere la loro dose di "forti emozioni". Ricordo che per tutta la durata del film tentai di mantenere lo sguardo verso lo schermo della magnifica 24 pollici comprata da papà poche settimane prima. Ma, per quanti sforzi facessi, la mia attenzione rimase fissa sul contesto del salotto di casa: papà ascoltava il film (ma pensava agli ordini da evadere il giorno dopo), mamma seguiva compiaciuta la trama (ma forse non riusciva a capirla, nella sua limitatezza cerebrale), zia Vincenza aveva una strana luce negli occhi ed era letteralmente rapita dalla pellicola, Rosi ed Etta (praticamente complementari) si commossero alla vista di tanto amore. Il film mi lasciò distaccato e lo considerai al pari di un polpettone melanconico e smielato, un qualcosa di inutile per il genere umano.
Cio che mi lasciò di stucco fu il nonno, il quale forse si addormento per buona parte del film e alla fine della trasmissione si alzò e proninciò con un tono di sdegno le parole "i tempi cambiano". Quelle parole sono restate scolpite nella mia mente ed oggi, all'uscita del remake di "Dirty Dancing" tiro le somme: mia sorella ha 11 anni e da 4 ha abbandonato le Barbie, possiede 2 cellulari ed un laptop della Asus. Rosy è laureata ed Etta ha fatto domanda per diventare paracaduista e fare carriera militare. Il nonno è passato a miglior vita, la zia va a ballare in discoteca il venerdì sera e mamma e papà hanno divorziato... Decido di vedere "Dirty Dancing 2" per capire se "i tempi cambiano"... dopo nemmeno 20 minuti di proiezione ho avuto una specie di visione: ho rivisto tutti i parenti inotrno a me che provavano le stesse emozioni! E stato quasi un incubo ad occhi aperti... La frase di mio nonno era incompleta ed oggi ho potuto darle un senso compiuto: i tempi cambiano per gli uomini, peccato che nel cinema resta sempre tutto uguale: il solito polpettone melanconico e smielato, la solita pellicola di inutile per il genere umano.
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